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cratere del vulcano Rano Kau

Iniziamo a pubblicare i diari di viaggio che ci inviate.
Oggi vogliamo parlarvi dell’Isola di Pasqua, Rapa Nui (grande isola o roccia), un’isola nell’Oceano Pacifico meridionale che appartiene al Cile.
Premettiamo subito che chi ama e pensa di trovare una classica isola Polinesiana, con lagune e spiagge bianche, non deve venire qui: di spiagge, infatti, non ve ne sono.
Te Pito o Te Henua” o l’ombelico del mondo, così i nativi chiamano l’Isola di Pasqua Rapa Nui. Con i suoi caratteristici Moai, enormi statue monolitiche di tufo basaltico, è una delle isole abitate più isolate al mondo: è situata a 3.600 km dalle coste del Cile.
Con la costruzione dei Moai, gli abitanti di Rapa Nui manifestavano il culto degli antenati (aringaroa), conservandone lo spirito oltre la morte.
Prima tappa, per chi arriva sull’isola, è l’enorme cratere del vulcano Rano Kau, sull’isola ve ne sono ben due (vedi foto). Si prosegue verso il sito chiamato Orongo (colui che ascolta) dove, all’orizzonte, si possono ammirare le tre isole minori (Motu Iti, Motu Kau Kau e Motu Nui) e attorno un paesaggio morbido, dai colori intensi.
Nelle foto potete vedere Ahu Akivi, sito cerimoniale nell’area di Roihi; è stato uno dei primi ad essere restaurato negli anni ’60 e, a differenza degli altri, questo “altare sacro” si rivolge verso il mare, una sorta di commemorazione nostalgica della terra natia, la Polinesia.

Il sito chiamato Ahu Togariki che vedete nelle foto, con i suoi 15 Moai rappresenta il più grande centro cerimoniale dell’Isola.

Il Vulcano Ranu Raraku è considerato uno dei più importanti siti archeologici dell’isola, il luogo in cui vennero costruiti la maggior parte dei Moai. Tutt’attorno 300 statue abbandonate in stadi di costruzioni differenti danno l’impressione di trovarsi in una “fabbrica” ancora operativa.

Un altro sito sacro si trova ad Anakena Beach, si chiama Ahu Nau-Nau. In questo luogo sono evidenti i copricapo dei Moai (o forse si tratta dell’acconciatura un tempo diffusa tra gli uomini), tozzi cilindri (pukao) ricavati da un altro tipo di tufo di colore rossastro.

L’Isola di Pasqua, come potete vedere nelle foto, è un’isola da scoprire, ricca di fascino e di energia.

Pubblicato il 12 aprile 2010 alle 21:56di Giovanni Frenda

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