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Los Roques, Venezuela - Foto Archivio Press Tours (http://www.presstours.it)

A prima vista, l’arcipelago corallino a forma di ovale di Los Roques colpisce per la struttura infrequente nel Mar dei Caraibi, caratteristica nell’Oceano Pacifico, eppure si trova in Venezuela, a circa un’ora da Caracas. L’atollo di una settantina di isole – tra le quali l’unica popolata, la rocciosa El Gran Roque – e migliaia di isolotti vergini disposti intorno ad una laguna centrale, dal fondale sabbioso poco profondo, è protetto all’esterno da due barriere di colonie coralline molto sviluppate (24 km da nord a sud e 32 km da est a ovest) tra le meglio conservate al mondo. In questa varietà di ambienti marini – spiagge, scogli, baie, lagune, saline, santuario dei coralli, ecc. – è del tutto particolare la straordinaria luminosità e il contrasto dei colori tra il bianco accecante delle distese di sabbia sottile, il verde intenso delle coperture paludose di mangrovie e la variegata gamma di tonalità blu delle acque limpide e cristalline.
Parco nazionale dal 1972 per conservare la biodiversità di questa enclave naturale, Los Roques National Park è la più antica ed estesa Riserva venezuelana in tutti i Caraibi. Ha una ricchezza biologica inestimabile di vegetazione (cactus, fichi d’india, ecc.), più di 80 specie di uccelli, le formazioni di corallo e l’infinita varietà e quantità di pesci tropicali coloratissimi (dentici, cernie, barracuda, razze, ecc.), di aragoste, granchi, tartarughe, ricci di mare, spugne. Sotto l’acqua è ben visibile, in trasparenza, il fondale candido, le alghe verdi scure, le diverse forme e i colori della barriera corallina.
Per gli appassionati di attività subacquee, questo paradiso sottomarino è ricco di colori e di tesori da scoprire. Nelle differenti profondità delle acque calde e trasparenti del mare si trovano diversi ecosistemi, i più ricchi di specie di pesci in tutto il mondo per i numerosi habitat (fondi sabbiosi, grotte, crepe, alghe) disponibili. Le immersioni si possono praticare, di giorno e di notte, nelle lagune poco profonde circondate da spettacolari mangrovie, che proteggono i pesci più giovani tra le radici sott’acqua insieme alle alghe, nel fondo roccioso vicino all’isola principale, nelle grotte sottomarine e lungo le pareti coralline. Ci si può divertire con la pesca sportiva (bonefish, muggini, barracuda, ecc.) e con la vela in acque protette grazie ai venti costanti.
A El Gran Roque, la capitale omonima, è interessante salire fino al vecchio faro nel tardo pomeriggio per assistere al tramonto. A metà strada, partendo dalla parte posteriore della città, si possono osservare il lato settentrionale dell’isola e le due piccole isole rocciose Los Morritos. Dal faro – costruito negli anni 1870-1880, operativo fino alla metà degli anni ’50 – la vista è spettacolare: si scorgono le isole di Francisqui, Madrizqui, Cayo Pirata, Esparqui, più in lontananza Rabusqui e Crasqui, i tre isolotti di Noronqui e, in una giornata limpida, anche il Monte Avila sulla terraferma venezuelana e l’isola di Orchila; in vicinanza, El Gran Roque, la pista di atterraggio dell’aeroporto e le tre lagune a ovest.

Pubblicato il 19 agosto 2010 alle 12:19di Antonella

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