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Appena oltre il confine dell’Utah, il bivio dell’autostrada Highway 163 ci immette nel nord dell’Arizona, all’interno del Riserva Indiana Navajo (a pagamento), nell’esempio più noto del classico paesaggio del West d’America: la Monument Valley, gli ultimi resti degli strati di arenaria che un tempo ricopriva tutta la regione del Colorado Plateau. Scenario di tantissimi film western con il celebre John Wayne, la ‘Valle delle Rocce’ è uno dei più maestosi punti sulla Terra maggiormente fotografati dai turisti, inserito in campagne pubblicitarie, depliant turistici e copertine.
Arriviamo nelle prime ore del mattino per approfittare della luce migliore per scattare le foto. Scartiamo la possibilità del tour in autonomia, permesso soltanto a fondovalle, lungo una strada sterrata, lontano dal susseguirsi di arenaria rossastra scolpita a monumenti, mesas (parti di tavolati rocciosi) isolati, collinette, che emergono dal deserto di sabbia dai colori brillanti e sfumati dagli arancioni al grigio blu. Invece dell’escursione a piedi o cavallo, optiamo per il percorso in jepp insieme a una guida Navajo attraverso la distesa desolata e struggente, tra formazioni in pietra di grandi dimensioni che si stagliano per centinaia di metri verso il cielo.
Dopo le bizzarre e intensamente colorate Mitten Butte, Merrick Butte e East Mitten Butte, la pianura è delimitata dal fronte orientale della Mitchell Mesa. Proseguendo vicino ai profondi calanchi rossastri dell’Elephant Butte notiamo che, a prima vista, non ha nulla del pachiderma, ma ci spiegano che la somiglianza migliora al tramonto, quando le ombre si allungano e le rocce assumono un’impressionante colorazione accesa. Un gruppo di pinnacoli sottili, Three Sister, resti dell’erosione di una stretta cresta, che si estende verso sud, sono i primi di una serie nella valle. Il promontorio John Ford’s Point, il sito utilizzato più volte come set cinematografico dal famoso regista John Ford tra il 1939 e il 1960, è al margine di un altopiano che domina una vasta area suggestiva, irregolare e ondulata, con numerosi picchi isolati.
La visuale d’insieme mozzafiato – Sentinel Mesa, West Mitten Butte, Big Indian, Merrick Butte, Castle Rock-Stagecoach Group – comprese le mese precedenti è la migliore in assoluto, anche se è più frequentata, insieme all’Artist’s Point, che è più avanti.
Dopo il picco di Camel Butte, che assomiglia a un gigantesco cammello nella visuale da sud, scendiamo lungo il margine dell’ampia vallata di sabbia Tse Biyi e, al bivio, entriamo nell’area tra le dune arancione-rossastro racchiusa tra la maestosa Rain God Mesa e la Thunderbird Mesa, seguendo una pista che ci conduce a Saddle Rock, a Rock Submarine, al Totem Pole, ad archi, abitazioni e petroglifi degli antichi Anasazi.
Un gruppo di abitazioni Navajo sono ai piedi della guglia solitaria The Hub, da dove è particolarmente emozionante la vista panoramica in direzione della Thunderbird Mesa; più avanti, Hunts Mesa segna il confine meridionale della Monument Valley.
Giunti a North Window, divario molto visitato tra Elephant Butte e Cly Butte, che fa da cornice a East Mitten Butte, concludiamo il tragitto spettacolare con The Thumb, un pinnacolo arrotondato all’estremità orientale del Camel Butte. Entusiasti, ci informiamo per sorvolare la Monument Valley in mongolfiera o su un aereo di piccole dimensioni.
Dopo avere visitato anche il Grand Canyon, il Bryce Canyon National Park e lo Zion Canyon National Park, la nostra vacanza proseguirà nel Grand Circle degli Stati Uniti con la Mesa Verde, il Capitol Reef, il Natural Bridges National Monument, l’Hovenweep National Monument, l’Arches National Park, e molte altre mete interessanti.

Grazie a Carla per la foto che ci ha mandato della Manument Valley, foto risalente ad un tour organizzato da noi nel lontano 1994.

Pubblicato il 3 settembre 2010 alle 10:35di Antonella

Categorie: Destinazioni, Stati Uniti | Tag: Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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