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St Lucia - Foto Archivio Press Tours (http://www.presstours.it)

St Lucia – Foto Archivio Press Tours (http://www.presstours.it)

Arrivando via mare o in aereo, l’isola di St Lucia si erge distinguendosi nel Mar dei Caraibi orientale, al confine con l’Oceano Atlantico, per le lussureggianti montagne scenografiche. Rinomata per l’essere rimasta in gran parte incontaminata in estese zone costiere e all’interno, custodisce bellezze e riserve naturali, dalla barriera corallina alle spiaggette nascoste di sabbia bianca o nera di origine vulcanica (diversissime dalle tipiche caraibiche), dalle fitte foreste pluviali, habitat di flora e fauna variopinta, dai giardini botanici alle cascate, fino alla capitale Castries vibrante di cultura.
Questa nazione insulare nelle Piccole Antille – dapprima nascondiglio dei pirati, in seguito delle coppie romantiche e in luna di miele – è rimasta un piccolo gioiello della natura tra le isole di Saint Vincent e Grenadine nelle Indie Occidentali Britanniche (nord) e la Martinica (sud). Allettante per gli appassionati di sport nautici e terrestri, Santa Lucia è diventata un’attrazione di moda per tutta la famiglia, ma ha conservato il fascino indigeno.
A nord, lungo la striscia di Rodney Bay, l’ombreggiata Reduit Beach di fine sabbia candida è l’ideale per passeggiate, per il nuoto e per lo snorkeling nelle acque marine tranquille antistanti. Al largo della costa occidentale, i subacquei scoprono pesci angelo colorati, polpi e cavallucci marini in quantità tra coralli, spugne e relitti. Alle barriere coralline protette si accede dai diversi i siti di immersione (facili e difficili), dalla visione eccellente, ideale per la fotografia subacquea: dai famosi Key Hole Pinnacles, ricoperti di gorgonie, alla splendida scogliera Anse Chastanet (sud-ovest) con il vicino altopiano Fairyland fino al muro del reef ad Anse La Raye. Per il windsurf ci si sposta sul versante Atlantico; nell’estremo sud, a Vieux Fort, si pratica kitesurf, mentre allo scenografico parco naturale Pigeon Island è bellissimo arrivare in kayak. Tutto l’anno vengono avvistate balene, megattere, capodogli, delfini e proliferano le tartarughe sotto rigorosa protezione.
Partecipando alle escursioni più rigorose di trekking ci inerpichiamo sulle montagne: le due formazioni vulcaniche Gros Piton e Petit Piton, Patrimonio dell’Umanità, sono la spettacolare icona nazionale che si erge imponente dal mare nei pressi delle cittadina costiera di Soufrière (sud-ovest); dai geyser delle Sulphur Springs, variopinte per i minerali depositati, fuoriescono fango bollente, vapore e acqua calda dalle proprietà terapeutiche; Mount Gimie, la cima più alta, svetta sfiorando i mille metri.
Mentre lo sviluppo abitativo è concentrato all’estremo nord-ovest (Rodney Bay e spiagge limitrofe), molti sentieri tra le valli montuose rigogliose rendono accessibile l’entroterra. Gite naturalistiche e di birdwatching (guidate) conducono in canoa nei corsi d’acqua tra le felci arboree e le orchidee selvatiche della foresta pluviale, dove volano farfalle e 30 specie di uccelli tropicali multicolori. Con la jeep si può arrivare ai villaggi e alle tipiche piantagioni caraibiche di frutta (banane, cocco, mango, papaia).

Pubblicato il 4 ottobre 2010 alle 09:08di Antonella

Categorie: Caraibi, Destinazioni | Tag: Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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