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Arequipa (Perù) - Foto Archivio Press Tours (http://www.presstours.it)

Dopo un’ora d’aereo da Lima verso il Perù sud-occidentale, arriviamo ad Arequipa, ‘Ciudad Blanca‘ dagli antichi tesori architettonici coloniali in candida roccia vulcanica sillar lavorata a bugnato, luminoso sotto il sole che per 300 giorni in media all’anno spicca nel cielo blu. Fu fondata dai conquistatori spagnoli nel 1540 sulle rive del fiume Chili, in una valle a 2.230 metri di altitudine tra la zona costiera e le vette delle Ande, ai piedi del maestoso vulcano El Misti (5.288 m.s.l.m.). Tappa intermedia per trasportare l’argento delle miniere di Potosi (Bolivia) verso il porto di Quilca e da qui in Spagna, Arequipa è diventata la più importante città del sud del Perù, la seconda più popolosa della nazione, la capitale della Provincia, della Regione e del Dipartimento omonimi e la terza più visitata dopo Lima e Cuzco. Sono stati eretti numerosi moderni hotel di lusso e casinò, ma il centro storico, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO (dal 2000), conserva 500 antiche dimore coloniali.
La nostra visita inizia dalla piazza principale centrale, Plaza de Armas, una delle più incantevoli nel Paese peruviano. Tutto il lato nord è occupato dall’imponente Cattedrale (1656) – ricostruita in gran parte nel tardo ‘800 dopo essere stata devastata da un incendio e da un terremoto – a due torri, con una facciata in stile neo-rinascimentale, una delle migliori espressioni di architettura neoclassica in Perù. All’interno ammiriamo l’organo (di origine belga), uno dei più imponenti in Sud America, e un pulpito ligneo riccamente intagliato. Lungo la strada dietro il Duomo curiosiamo nelle botteghe di artigianato. Gli altri tre lati della piazza sono occupati dal Municipio e da edifici con bianchi porticati, con bar e ristoranti, mentre intorno si dipartono le vie a scacchiera, di tipico impianto coloniale.
Il nostro giro artistico-culturale continua con i molti edifici religiosi, iniziando dal più famoso e importante: il seicentesco Convento de Santa Catalina, uno dei migliori esempi del genere in stile coloniale in Perù e unico complesso monumentale al mondo a racchiudere una cittadella in mattoni e piastrelle all’interno delle mura. Passeggiamo nei giardini e negli ampi cortili con fontane in granito, proseguiamo tra archi e stradine strette. Dipinto in bianco, ocra, arancio e turchese, con il tetto a tegole, il chiostro è stato aperto al pubblico nel 1970 (pur ospitando ancora poche suore rispetto alle circa cinquecento di un tempo) dopo la ristrutturazione degli arredi d’epoca e di una raccolta di 400 dipinti di grande valore storico e artistico.
Da visitare sono anche, tra gli altri, la Iglesia y Complejo de la Compañía dei Gesuiti, la sontuosa Iglesia de San Agustín barocca, l’Iglesia de San Francisco con un bellissimo altare in argento sbalzato e pietre preziose, il Convento La Recoleta francescano, l’Iglesia y Convento de Santo Domingo, il Convento e Iglesia de la Merced dal superbo portale laterale.
Entriamo al Museo Santuarios Andinos per vedere Jaunita, la mummia preispanica meglio conservata esistente, poi andremo nei dintorni, al Mirador de Yanahuara, a Cayma e a San Lazaro.
Prima di passare a Cuzco (30 minuti di volo) e ai circuiti della zona, sono imperdibili gli scenari naturali mozzafiato di Colca Canyon, Cotahuasi Canyon e i vulcani.

Immagine in evidenzia: Arequipa (Perù) – Foto Archivio Press Tours

Pubblicato il 5 ottobre 2010 alle 08:00di Antonella

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