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Cari amici,
immagino che molti di voi abbiano visto il servizio andato in onda su Italia Uno e, da buon conoscitore della Jamaica, vorrei commentarlo.
E’ stato molto importante quanto indicato dal giornalista all’inizio del servizio: si parla nello specifico di un’area della capitale Kingston, una città spaccata in due con quartieri “bene” e ghetti malfamati, come ahimè spesso accade in molte metropoli del mondo.
Il servizio è veritiero, certamente molto crudo, in quello stile verista da “presa diretta”, che fa sembrare allo spettatore di essere anch’egli nel bel mezzo del fattaccio. Stile che tutto sommato è anch’esso parte della formula di successo della trasmissione.
Quello che il telespettatore deve però comprendere bene è che il soggetto di cui “Le Iene” parlano nell’intervista non rappresenta il giamaicano qualunque dei dintorni della capitale.
Seguendo l’altro servizio sul quindicenne di Scampia, sono certo che nessuno abbia pensato che quella testimonianza, altrettanto agghiacciante, debba o possa rappresentare un teenageer medio italiano, e nemmeno – in particolare –può e deve essere essere visto come un ragazzo qualunque dei dintorni di Napoli. Né la trasmissione ha voluto insinuare in alcun momento ciò per nessuno dei due servizi.
Per chi ha la fortuna di conoscere gente e territori, questo è ovvio: si tratta di casi estremi, che fanno notizia perchè mostrano ciò che la gente comune – per fortuna – in genere non vede né a Napoli, né in Jamaica.
Valga sapere che in Jamaica, la nostra esperienza di primo operatore in Italia per numero di clienti negli ultimi anni non ha registrato alcuna casistica di violenza simile (e siamo a conoscenza, riguardo ad altra clientela italiana, di un unico caso nelle annate recenti) e, comunque, località turistiche come Negril, Ochio Rios e tutte le aree di rilevanza turistica come le cascate, la casa natale di Bob Marley, ecc. possono essere considerati luoghi sereni.
Grazie per l’attenzione.

Pubblicato il 22 ottobre 2010 alle 21:15di Giovanni Frenda

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3 commenti

  1. cosmin scrive:

    bella la giamaica non vedo lora di andarci

  2. ELENA scrive:

    Concordo pienamente!
    Ho vissuto pochi anni a Negril ed ho viaggiato per l’Isola del Reggae occasionalmente. Saro’ stata particolarmente fortunata ma mi sono imbattuta quasi esclusivamente in persone molte cordiali che mi hanno sempre fatto sentire a mio agio. La criminalita’ purtoppo esiste dapperutto ed in Jamaica rappresenta un problema sociale complesso che affonda le sue origini nelle condizioni di forte indigenza di una PARTE della popolazione che trova quindi rifugio nell’associazione in bande criminali e crimini per il sostentamento dei propri fabbisogni.
    Comunque a dirla proprio tutta mi sentivo piu’ al sicuro a Negril da sola in giro alle 2 del mattino che a Milano in pieno giorno…

  3. Giovanni Frenda scrive:

    Grazie Elena per averci raccontato la tua esperienza in Jamaica.

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