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Iguazu (Argentina) - Foto Archivio Press Tours (http://www.presstours.it)

Trovarsi nel nord-est dell’Argentina, in una gola imponente circondata da un ambiente subtropicale spettacolare, di fronte agli spruzzi e al vapore acqueo sollevati dal fronte semicircolare di 2,7 km delle cataratte e cascate di Iguazù generate dal fiume omonimo, che si schiantano sotto alle rocce con un salto d’acqua fino a 70 metri dal boato assordante, è davvero un’esperienza unica. Le 275 magnifiche Cataratas del Iguazú, plasmate dall’erosione geologica di 120 milioni di anni tra i canyon nella provincia di Misiones, visibili da entrambi i circuiti a piedi sul versante argentino e da quello opposto brasiliano, sono un colosso ecologico tra i più indimenticabili sulla Terra.
Iniziamo la passeggiata dal centro visitatori argentino all’entrata del Parque Nacional Iguazù – dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1984 – invece di salire sul treno ecologico (compreso nel biglietto d’ingresso, con altre due stazioni alle Cataratas e a Garganta del Diablo). Arriviamo all’inizio dei due percorsi principali sopra e attorno le cascate, contrassegnati da cartelli di segnalazione per chi decide di non affidarsi a una guida locale. Dal Circuito Superiore del canyon si possono vedere le cascate in basso, tra la flora lussureggiante di felci, orchidee, cactus, ancor meglio di primo mattino (apertura parco ore 8 tutti i giorni) o nel tardo pomeriggio (chiusura parco ore 19 in estate, ore 18 in inverno), quando si assiste spesso ad arcobaleni prima del tramonto, ma i migliori punti di osservazione dei salti d’acqua sono però offerti dal Circuito Inferiore.
Occorrono 1-2 ore a piedi per percorrere il Circuito Superiore (quasi un chilometro) che si affaccia sulle cascate dall’alto offrendo ottime opportunità per fotografare dalle passerelle i salti Dos Hermanas, Bossetti, Chico, Ramirez e San Martín (fino a 60 metri al di sotto).
Il Verde Sendero circolare nel Circuito Inferiore (quasi 2 km) richiede circa 2-3 ore a piedi per passare lungo i salti Lamuse e Alvar Nuñez sul fiume Iguazú, vedere le Mosqueteros Dos, le Tres Mosqueteros, la Ramírez, la Chico, le Dos Hermanos, la Garganta del Diablo e la Bossetti. Da qui si può arrivare al piccolo molo d’attracco del servizio battello (gratuito) per San Martín Island, dove furono girate le scene del film ‘The Mission’ (1986) con Robert De Niro. Il sentiero, che attraversa tutta l’isola in mezzo alle rapide, conduce a una panoramica mozzafiato del salto San Martín e del Dos Hermanos, dello spettacolo semi-circolare delle 14 cadute della potentissima Garganta del Diablo – la Gola del Diavolo di 80 metri di altezza, la più alta di Iguazú e uno dei più imponenti spettacoli naturali del mondo – a 50 metri, le cascate brasiliane e della Ventana, mentre a destra c’è quella di San Martín (alta 30 metri).
Il sentiero Macuco di 3,6 km conduce in 3 ore di trekking nella foresta alla cascata Arrechea (alta 20 metri), alla cui base c’è l’unica piscina naturale in cui è consentito nuotare nel parco.
Scoperte da Alvar Núñez Cabeza de Vaca nel 1542, le ‘grandi acque’ (in lingua guaranì degli aborigeni) di Iguazù richiamano più di un milione e centomila turisti l’anno da tutto il mondo. Di solito fanno tappa nelle città più vicine, la tranquilla Puerto Iguazú (a 18 Km) – meno di 2 ore di volo da Buenos Aires, con una frequenza di 2-5 volte al giorno, spiega Press Tours – sulla confluenza dell’Iguazù con il Paranà, in Argentina, o la più vivace Foz do Iguaçu, in Brasile.

Cataratas 100
Photo Cataratas 100 by Mariano Fotos | (CC BY-SA 3.0)

Pubblicato il 10 gennaio 2011 alle 09:21di Antonella

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