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Dopo secoli di dominio inglese e dopo aver fatto parte del Commonwealth, l’isola di Barbados – vasta 430 kmq (praticamente il doppio dell’Isola d’Elba) e con poco meno di 300.000 abitanti (in maggioranza di origine africana) – è ora molto orgogliosa di essere diventata una nazione indipendente. Per motivi politici, economici e culturali, Barbados è molto “british”, non soltanto per il fatto la lingua ufficiale è l’inglese, la guida è a sinistra, diverse attività sono improntate al tipico stile anglosassone, ma anche in termini di frequentazione turistica. Ritroviamo anche molto “heritage” della storia coloniale: ville dei coloni, piantagioni di canna da zucchero, mulini a vento, allevamenti di bovini e di cavalli, maneggi fantastici, ecc.
La nazione si divide in 11 parish (parrocchie), importanti distretti amministrativi e religiosi. I residenti sono particolarmente religiosi, ma in modo gioioso, quindi Press Tours consiglia ai turisti in vacanza di assistere almeno ad una messa gospel.
Barbados ha la particolarità di godere di una posizione geografica e meteorologica alquanto felice essendo l’isola più ad est rispetto ad una linea ideale delle isole dei Caraibi, a sud dell’arcipelago caraibico, così che non si trova ad essere particolarmente esposta ad uragani o altri fenomeni atmosferici tipici delle isole più a nord.
Pressoché pianeggiante, con leggeri rilievi che consentono un’attività sportiva all’aria aperta (bicicletta, cavalli, trekking dolce, ecc.), dal punto di vista dello scenario naturale marino, l’isola è ovunque particolarmente interessante: ai 4 punti cardinali corrispondono d’impatto altrettanti colpi d’occhio, tipi di bellezza naturale e panorami completamente diversi tra di loro. Le scogliere battute dalla violenza dell’Oceano Atlantico rendono “drammatico” e suggestivo il paesaggio a nord.
A est, il vento che soffia a raffica e le onde del mare che si infrangono con molta forza sulla lunga spiaggia scura sono estremamente spettacolari ed ideali per gli appassionati esperti di surf (Bathsheba è la località simbolo dei surfisti mondiali), anche se è impossibile praticare la balneazione.
Il versante sud è molto piacevole e il tratto tra Oistins e St Lawrence Gap è animato dai locali, ristoranti, negozi, ecc. della “movida” diurna e serale; la spiaggia bianca e molto larga si presta a belle passeggiate ma, essendo tendenzialmente ventilata, può succedere che si alzi il vento e venga esposta dagli hotel la bandiera rossa di divieto di balneazione.
A ovest, il mar dei Caraibi lambisce calmissimo la spiaggia bianca che continua per tutta la costa est, nelle parrocchie di St. James e di St. Peter, interrotta qua e là da calette e baie a mezzaluna.
Nel 2005, i dati attestavano Barbados a terzo Stato nordamericano per indice di sviluppo umano, dopo il Canada e gli Stati Uniti, e cinquantesimo Paese più ricco del mondo. In effetti, visitando la nazione e frequentando la popolazione, i locali turistici e quelli adibiti all’attività civile, si ha la netta impressione che l’isola sia veramente dotata di buone infrastrutture e che il grado di socialità, civiltà, educazione e rispetto locali siano di alto livello. E’ davvero ottimo il servizio di trasporto pubblico che collega qualsiasi angolo del Paese in modo sicuro e veloce, anche se c’è parecchio traffico di mezzi privati. In aggiunta a questo, le numerose attività tipicamente occidentali e la quantità di negozi e di locali nella capitale Bridgetown e nelle zone più frequentate concorrono a predisporre periodi di vacanze serene, interessanti e sicuramente varie per tutti i turisti, cliccando su questo link puoi fare un preventivo in modo facile con pochi clic prova clicca qui.

 

 

Ringraziamo il collega Moreno Rognoni per le foto e i testi.

 

Pubblicato il 14 gennaio 2011 alle 09:27di Giovanni Frenda

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