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Lago Uyuni, Bolivia - Foto Archivio Press Tours (http://www.presstours.it)

Lago Uyuni, Bolivia – Foto Archivio Press Tours (http://www.presstours.it)

Arroccato a 3.650 metri di quota nelle Ande nel sud-ovest della Bolivia, con un’estensione di 10.582 km², il maestoso e abbagliante Salar de Uyuni (Salar de Tunupa, dal vulcano sacro di Tunupa, sovrastante come un miraggio verso nord) è la distesa di sale a maggiore altitudine e più estesa al mondo. Visione surreale di sorprendente bellezza e unicità, questa sorta di ‘deserto bianco’ degno di un paesaggio lunare sito nei dipartimenti boliviani di Oruro (sud) e Potosí (ovest) è diventato una pietra miliare nel contesto dei viaggi in Sud America alla ricerca di straordinarie formazioni geologiche, sorgenti geotermiche e laghi di sale nell’altopiano delle Ande. Il candido Lago Salato essiccato di Uyuni è un’enorme pianura piatta (150 Km. da nord a sud, 250 km da est a ovest) composta da 11 strati di spessore diverso dai 2 ai 10 metri, con il massimo spessore di crosta in superficie; è il residuo rimasto dopo la trasformazione preistorica sequenziale di diversi grandi laghi (da Lago Minchin, Lago Tauca a Salar de Coipasa) che coprivano la maggior parte dell’Altopiano andino estendendosi fino al lago Titicaca circa 13.000 anni fa ritirati lasciando il Lago Poopó, il Lago Uru Uru e due grandi deserti di sale essiccato, il Salar de Coipasa e, oltre una serie di colline a nord, il Salar de Uyuni. Di estensione maggiore, contiene 10 miliardi di tonnellate di sale (estratto soltanto per meno di 25.000 tonnellate all’anno per coprire il fabbisogno nazionale), oltre a un terzo delle riserve mondiali di litio e notevoli quantità di potassio e magnesio.

Immerso nel silenzio assoluto, cambia scenario durante il periodo invernale, quando il cielo azzurro chiarissimo risalta in contrasto con il brillare del sale, mentre entrambi sembrano fondersi all’orizzonte nelle giornate nuvolose. Durante la stagione delle piogge da novembre a marzo, il Lago Salato di Uyuni si copre di una ventina di centimetri di acqua come un gigantesco specchio che riflette il cielo. Non si riesce a vedere la caverna con mummie risalenti a 3.000 anni fa, posta ai margini, ma con i picchi di temperatura di 21° C a novembre il paesaggio fantastico, privo di vita selvatica e di vegetazione, si popola in occasione della riproduzione con almeno 25.000 fenicotteri rosa e di 80 specie di uccelli. In inverno, durante il periodo secco da aprile ad ottobre, la superficie si indurisce screpolandosi in forme geometriche a poligono ed aumenta la presenza turistica, soprattutto a giugno e luglio. Lo scuro isolotto interno di Incahuasi (Casa dell’Inca) denominato Isla del Pescado (Isola del pesce) per la forma tipica, costituito da sedimenti calcarei di origine marina e da materiale vulcanico, è raggiungibile (a pagamento) unicamente in motocicletta o su speciali jeep attrezzate per guida su sale. Comprende 7 giacimenti archeologici rimasi dalla cultura Tiahuanaco, 2 rovine Inca, una trentina di caverne, una dozzina di gallerie naturali, un bosco di cactus giganteschi alti fino a 12 metri e ospita una colonia di conigli selvatici.

La zona offre numerose altre attrazioni turistiche, come le città di Uyuni, porta d’ingresso per il Lago Salato, spiega Press Tours, e di Colchani (2 km sud-est), dove viene lavorato e commercializzato il sale, il cimitero di treni d’epoca (1,9 km) collegato con i vecchi binari, la bellissima Sucre, il vulcano Thunupa, la Laguna Verde al confine con il Cile, la Laguna Colorada dalle acque color carminio, la Reserva Nacional de Fauna Andina Eduardo Avaroa.

Hexagons, Salar de Uyuni, Bolivia
Photo Hexagons, Salar de Uyuni, Bolivia by szeke, on Flickr | (CC BY 3.0)

Pubblicato il 21 giugno 2011 alle 08:23di Antonella

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