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Cuba Voglia di vivere

I mitici Caraibi, un dedalo di isole perfette per una vacanza perfetta.

Già… ma pensare di andare a Cuba in vacanza, sarebbe veramente un peccato.

Magari andarci per un viaggio… quello si, renderebbe giustizia ad un Paese davvero speciale.

Arrivando a La Habana, si entra in una stanza surreale con al centro un prezioso tavolo ove riposano tre libri, atroci quanto sensazionali, rimasti immobili, aperti e congelati nelle loro trame.

Il libro primo, quello della colonizzazione spagnola, che si riflette perfettamente nell’architettura della città, rimasta splendidamente immutata, come se a far da Sindaco ci fosse ancora Velazquez…

Il libro secondo, quello del proibizionismo americano, che nei primi anni del ‘900 aveva trasformato Cuba in una sorta di rifugio per i “vizi” negati in patria. Il rhum ed i sigari rimangono a testimonianza.
Certo, ben più della lavorazione della canna da zucchero o del tabacco; ben altri vizi si collocarono alla base della “epica rivoluzione castrista”. Una scintilla che poggiò le basi proprio nella moralità prima che nell’economia.

E poi il libro terzo, quello della guerra fredda tra due immense potenze, Stati Uniti ed URSS che hanno letteralmente usato Cuba per…. uhmm … a vicenda. Infatti, osservando bene la forma dell’isola… un qualche riferimento fallico lo si scorge davvero.

Il comunismo, il capitalismo, i missili, Guantanamo e quindi l’embargo. Un’ azione vile, che nel suo essere terrificante, ha reso l’isola un luogo davvero speciale. Come se negli anni ’60, un film di repertorio si fosse inceppato, congelando un fotogramma che ancora oggi risulta proiettato nella sua affascinante realtà.

Un fermo immagine a dir poco suggestivo: le auto d’epoca che tutt’ora circolano per le strade di città coloniali rimaste immutate; le case dell’epoca che insistono ad abbellire i viali e poi, persino la gente dell’epoca che tutt’ora vive e può raccontare. Raccontare e testimoniare, con una dignità altrove sconosciuta, che il popolo cubano ce l’ha fatta! Ha resistito a tutto ed a qualsiasi cosa.

Ora siamo nel duemila ed ormai chiunque ritiene che sia veramente stupido perseverare nell’embargo.

Il comunismo sovietico è finito; l’imperialismo americano pure… resta solo la memoria del “Che”, consegnata alla storia ed indelebile.

Ed ora basta; il popolo cubano merita davvero un nuovo futuro.

E sono certo che i cubani saranno così intelligenti e capaci da lasciare comunque i tre vecchi libri immutati, lì, sul prezioso tavolo a disposizione di chi, visitando Cuba, un proprio libro desideri scriverlo.

Con le proprie parole e le proprie immagini, per poi raccontarlo…..

Cuba!

Insomma, una ottima lettura.

Gianni Soffritti

Pubblicato il 28 novembre 2012 alle 10:43di Giovanni Frenda

Categorie: Caraibi, Diari di Gianni, Diari di viaggio | Tag: Tags: , , , , ,

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