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Jamiaca

Vogliamo ricordare il Cinquantesimo anniversario dalla morte di Ian Fleming (1964 – 2014) con questo articolo che ci racconta chi era Ian Fleming, ringraziamo  per l’articolo  JTB Jamaica Tourist Board Italy (Ente Turismo Jamaica).

…while I still do a certain amount of writing in the midst of my London life, it is on my annual visits to Jamaica that all my books have been written.”
…. anche se svolgo una certa parte del mio lavoro di scrittore durante la mia vita londinese, è durante le mie visite annuali in Jamaica che tutti i miei libri sono stati scritti.”

Ian Fleming, How To Write A Thriller
I wrote every one of the Bond thrillers here with the jalousies closed around me so that I would not be distracted by the birds and the flowers and the sunshine outside… Would these books have been born if I had not been living in the gorgeous vacuum of a Jamaican holiday? I doubt it.”
Ho scritto tutti i miei thriller su James Bond qui con le persiane chiuse in modo da non essere distratto dagli uccelli, dai fiori e dal sole che splendeva fuori… Sarebbere mai nati questi libri se non avessi vissuto nello spendida atmosfera rarefatta di una vacanza jamaicana? Lo dubito.”

La vita
Nato da una famiglia aristocratica inglese, figlio di Valentine Fleming, deputato conservatore e ufficiale della Riserva, nipote di Robert Fleming, ricco banchiere scozzese, Ian Lancaster Fleming è il secondo di quattro fratelli. Nel 1917, quando ha solo nove anni, il padre muore nella prima guerra mondiale, nominando la moglie Evelyn Fleming sua erede, con il vincolo che la donna non si risposi. Lo spettro del padre grava per molto tempo sul giovane Ian, che lo vede come un esempio.
Nel 1921 inizia a frequentare il college a Eton, dove si distingue in particolar modo per meriti sportivi, ma è costretto ad abbandonare gli studi a causa di un incidente con una ragazza.
La madre, con l’obiettivo di infondergli maggior rettitudine morale, lo iscrive all’Accademia Militare di Sandhurst, dove Ian rimane per poco tempo: la sua voglia di indipendenza lo porta a non impegnarsi nella carriera militare. La madre, esasperata, nel 1928 lo manda in Austria dove, grazie a un ambiente meno opprimente, Ian si forma come individuo, appassionandosi allo sci e all’alpinismo, attività che ricorreranno sovente nei racconti di 007.
In seguito Ian frequenta corsi di politica estera all’università di Monaco di Baviera, provando a scrivere poemi e brevi racconti, ma senza convinzione. Segue infine le orme del fratello: diventa giornalista per l’agenzia Reuters, come inviato a Berlino, a Londra e a Mosca, dove prosegue la carriera come inviato speciale del Times. La morte del nonno lo porta ad abbandonare il giornalismo: diviene socio della banca di famiglia, con la speranza di conseguire facili ricchezze.
Nel 1939, all’alba della seconda guerra mondiale, è reclutato dall’ammiraglio John Godfrey, direttore dell’intelligence della Marina Britannica, come suo assistente personale.
Nella Marina Britannica Fleming fa rapidamente carriera fino a raggiungere il grado di Comandante. Durante la seconda guerra mondiale collabora attivamente con i servizi segreti. Le avventure e le situazioni vissute in questo periodo saranno utilizzate per dare forma al personaggio di James Bond. Fleming esce dalla guerra profondamente segnato, sebbene non sia mai stato in prima linea: la sua amante, Muriel Wright, rimane tragicamente uccisa in un bombardamento.

Nel dopoguerra, dal 1945 al 1959, lavora al Sunday Times e come capo dei servizi esteri per la catena di giornali Kemsley. Nel 1946 compra la sua amata tenuta giamaicana, Goldeneye: per sua ammissione impiega sei anni a “conoscere” la Giamaica, dedicandosi ai suoi hobby, come la pesca subacquea e il golf.
Nel 1952 sposa Anne Rothermere, contessa di Charteris. Durante il viaggio di nozze termina la prima stesura di Casinò Royale, il primo romanzo con protagonista James Bond. Il nome “James Bond” fu preso in prestito da un ornitologo americano di cui Fleming, appassionato di “bird watching”, conosceva un libro.
Il matrimonio costrinse Fleming a trovare un metodo per “sfuggire alle noie della vita coniugale”: cominciò ad andare in ritiro per due mesi all’anno, gennaio e febbraio, retribuiti come da contratto, a Goldeneye e iniziò a scrivere romanzi, intraprendendo la carriera di scrittore a tempo pieno. Scrisse in totale undici romanzi e tre raccolte di racconti con protagonista James Bond, tutti usciti puntualmente ogni anno a fine marzo-inizio aprile, al suo ritorno da Goldeneye. Anche grazie a recensioni positive e a una buona accoglienza all’estero, i romanzi di James Bond divennero best seller, catapultando Fleming in un mondo che non gli appartieneva, rendendolo una celebrità.
Soprattutto in questo periodo Fleming diventò sempre più simile al suo personaggio: iniziò a fumare assiduamente sigarette (una miscela speciale di tabacco, più aromatico, prodotte – come per Bond – appositamente per lui a Londra) e a far uso di alcolici. Il suo stato di salute iniziò a peggiorare, ma il suo successo raggiunse vertici inaspettati. Nel 1962, due produttori inglesi decisero di trarre una serie di film dai romanzi di Fleming. Il successo fu immediato quanto inaspettato: Licenza di uccidere, con Sean Connery nel ruolo di Bond, incassò cifre inimmaginabili e moltiplicò esponenzialmente l’esposizione mediatica dei romanzi e di Fleming.
Il 12 agosto 1964, a 56 anni, Ian Fleming morì per un infarto. La moglie Anne morì nel 1981 e il loro unico figlio Casper, a causa di una overdose nel 1975. Giacciono tutti e tre sepolti sotto un obelisco di pietra vicino alla piccola chiesa di Sevenhampton, nello Wiltshire in Inghilterra.

Ian Fleming e la Jamaica: una storia d’amore.
Ian Fleming si era innamorato della Jamaica durante una breve visita effettuata negli anni della seconda guerra mondiale. Tenendo fede alla promessa fatta alla fine della guerra, lo scrittore ritornò in Jamaica nel 1946, comprò 15 ettari di terreno a ridosso di una piccola baia protetta dalla barriera corallina sulla bella costa nord dell’isola e si costruì un modesto bungalow. Lo chiamò Goldeneye. Il nome è un omaggio al romanzo di Carson McCullers Reflections in a Golden Eye (Riflessi in un occhio d’oro, 1941); ma è anche un riferimento a Operazione GoldenEye, una missione alla quale il Fleming soldato aveva partecipato con i servizi segreti della Marina britannica durante la seconda guerra mondiale.
In qualche modo riuscì ad ottenere dai suoi datori di lavoro, gli editori dei giornali Kemsley, due mesi liberi ogni anno da trascorrere a Goldeneye. Dal 1952 al 1964 vi passò i mesi di gennaio e febbraio e vi scrisse i 14 romanzi che hanno come protagonista James Bond, di cui l’ultimo pubblicato postumo. Fleming aveva sperimentato un metodo di scrittura, che seguiva con minuziosità per ogni libro:
• sei settimane di lavoro nei due mesi invernali che trascorreva in Giamaica: gennaio e febbraio di ogni anno
• 4 ore di lavoro giornaliere: dalle 9 alle 12 al mattino, dalle 18 alla 19 alla sera
• 2000 parole al giorno senza correzioni
• un’ulteriore settimana, la settima, per correggere gli errori vistosi e riscrivere brevi passaggi.
La casa era molto spartana e il suo vicino di casa era Noël Coward noto commediografo, attore, regista nonché compositore di canzoni e produttore britannico. Fu a Goldeneye che Fleming e Anne Rothermere si sposarono nel 1952 e fu con molta probabilità sua moglie ad incoraggiarlo a scrivere il suo primo romanzo Casinò Royale al quale pensava da tempo.

Fleming era per natura un uomo solitario, amava molto la natura jamaicana. Era un esperto ornitologo e senza dubbio aveva avuto modo di consultare l’autorevole testo dell’ornitologo americano James Bond Birds of the West Indies. Fu quello il nome che lo ispirò per il suo popolare agente segreto. Successivamente incontrò personalmente James Bond e la moglie che non furono affatto infastiditi che il nome fosse stato utilizzato dallo scrittore.
Fleming amava molto anche il mare e le sue creature. Da quando aveva preso parte ad una spedizione subacquea per conto del Sunday Times era affascinato dalla natura subacquea. Lo scuba diving era solo agli esordi negli anni ‘50. Molti dei romanzi di James Bond contengono accurate e variopinte descrizioni di pesci tropicali e della barriera corallina.
Fleming ricevette a Goldeneye le visite di molti noti personaggi del suo tempo come lo scrittore Truman Capote, il fotografo Cecil Beaton e il Primo Ministro inglese Anthony Eden che soggiornò nella casa per la convalescenza da una malattia contratta durante la crisi di Suez.
Tre dei suoi libri contengono scene ambientate in Jamaica Vivi e lascia morire, 007 – Licenza di uccidere e L’uomo dalla pistola d’oro. Nel 1961 nel film 007 – Licenza di uccidere, Ursula Andress esce dal mare jamaicano indossando un bikini bianco tenendo in mano una conchiglia.
Diversi anni dopo la morte dello scrittore, Goldeneye fu venduta a Chris Blackwell, il fondatore della casa discografica Island Records e membro di una delle più antiche famiglie bianche jamaicane. Oggi Goldeneye è un magnifico resort nel quale sono ancora conservati oggetti appartenuti a Ian Fleming, compresa la sua scrivania.
Per maggiori informazioni visitare il sito: http://www.goldeneye.com/

Le opere di Ian Fleming
1953 Casino Royale
1954 Vivi e lascia morire
1955 Moonraker
1956 Una cascata di diamanti
1957 Dalla Russia con amore
1958 Licenza di uccidere
1959 Missione Goldfinger
1960 Solo per i tuoi occhi
1961 Thunderball, operazione tuono
1962 La spia che mi amava
1963 Al servizio segreto di sua maestà
1963 007 a New York
1964 Si vive solo due volte
1965 L’uomo dalla pistola d’oro (pubblicato postumo)
1966 Octopussy

Crediti:  testo JTB Jamaica Tourist Board Italy (Ente Turismo Jamaica) foto Gabriele Crozzoli

Pubblicato il 28 febbraio 2014 alle 10:19di Giovanni Frenda

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