Camaguey (Cuba): città coloniale con centro storico Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Camaguey (Cuba): città coloniale con centro storico Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Camagüey è una città coloniale capoluogo provinciale con un aeroporto internazionale situata in una fertile regione pianeggiante in posizione centro-orientale sull’isola di Cuba. Il centro storico coloniale del ‘600 è stato designato di notevole valore culturale e architettonico Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2008, spiega Press Tours, il tour operator leader per i viaggi a Cuba.

Vivace cuore di Camagüey, il centro storico coloniale più esteso a Cuba è un modello urbano eccezionale rispetto alle città costruite nel XVII secolo nelle pianure dell’America Latina. Camagüey fu infatti costruita con la pianta urbanistica a struttura labirintica più asimmetrica tra tutti i villaggi fondati dagli spagnoli all’epoca a Cuba. Antichi edifici in numerosi stili architettonici (neoclassico, eclettico, Art déco, neocoloniale, Art Nouveau, razionalismo) sono situati lungo stradine strette, vicoli tortuosi acciottolati, piazzette. Storiche chiese cattoliche, monumenti e grandi musei si affacciano su ampie piazze principali.

Da vedere la Cattedrale di Nuestra Señora de la Candelaria, capolavoro barocco dedicato alla patrona della città, su Parque Ignacio Agramonte, la piazza più antica della città a ricordo del Generale Ignacio Agramonte, patriota locale della guerra di indipendenza cubana. La casa natale dell’eroe Ignacio Agramonte è stata trasformata in museo provinciale in Plaza de los Trabajadores, dove è situata la Chiesa e Convento carmelitano de Nuestra Señora de la Merced del ‘700. In Plaza San Juan de Dios si possono vedere la Chiesa e l’ex-ospedale di San Juan de Dios, adibito a centro del patrimonio provinciale, in stile barocco coloniale settecentesco. In Plaza del Carmen, è ottocentesca l’Iglesia de Nuestra Señora del Carmen, l’unica a due torri campanarie nella parte orientale di Cuba, con accanto il Monasterio de las Ursalinas (Convento delle Suore Orsoline).

Camagüey è diventata rinomata come la ‘Città dei Tinajónes’, grandi otri in terracotta serbatoio d’acqua piovana a difesa della siccità, nonostante la presenza dei fiumi limitrofi. Introdotti dall’Andalusia dagli spagnoli in epoca coloniale, diventarono di fabbricazione locale dopo il 1620. Simbolo caratteristico di Camagüey, ai giorni nostri i tinajónes adornano cortili, piazze, vie, parchi.

L’insediamento fondato dagli spagnoli nel 1514 sulla baia di Nuevitas lungo la costa settentrionale come villaggio di Santa Maria del Puerto del Principe, il terzo più antico a Cuba, fu in seguito denominato Puerto del Principe e spostato due volte. Nel 1528 fu ricostruito completamente nelle immediate vicinanze su una pianura dell’entroterra compresa tra i fiumi Hatibonico e Tinima, affluenti del fiume San Pedro, in posizione di difesa dalle incursioni dei pirati. Nel 1616 il villaggio fu distrutto da un incendio e una volta ricostruito diventò bersaglio di attacchi di pirateria (come l’incursione distruttiva del 1668 capitanata dal pirata Henry Morgan) e minacciato dalle tempeste tropicali. Dopo l’indipendenza dalla Spagna, dal 1898 diventò città di Camagüey nella provincia omonima costituita vent’anni prima.

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