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Rovine di Gede (Kenya): sito archeologico Swahili, monumento e parco nazionale

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Rovine di Gede (Kenya): sito archeologico Swahili, monumento e parco nazionale

Le rovine di Gede sono il sito archeologico Swahili monumento protetto dalla fine degli anni ’20 e parco nazionale dal ’48 nella Provincia Costiera nel distretto di Kilifi nell’est del Kenya. La città musulmana di Gede fu fondata con due cinte murarie da arabi Swahili che avevano assunto il controllo sulla zona costiera nel XII secolo. All’epoca collegata al mare da un canale del fiume Sabaki, la città di Gede fu ampliata nel XV-XVI secolo all’apice dello sviluppo e dell’opulenza. Abbandonata a metà del XVI secolo e rioccupata per un breve periodo, la città fu definitivamente lasciata deserta agli inizi del XVII secolo.

A un chilometro dall’attuale villaggio Swahili di Gede ed a 6 km verso nord dal villaggio di Watamu sull’Oceano Indiano, il complesso delle rovine restaurate di Gede è visitabile, mentre una parte versa in stato di scavo aperto dalla fine del ‘900. Sito tra i più pregevoli tra le rare scoperte archeologiche in Kenya, il complesso delle rovine restaurate di Gede è l’unico in originale architettura Swahili. In una pianura circondata da terreni coltivati, il sito delle rovine di Gede è recintato nella foresta costiera primordiale sacra per i locali e habitat di numerose specie animali e vegetali. Aperto al pubblico tutti i giorni, il sito è attraversato da stretti sentieri che conducono tra le rovine. Gede è distante un paio di chilometri dalla laguna di Mida Creek (Important Bird Area e Riserva della Biosfera UNESCO con la Foresta Arabuko-Sokoke), 16 km verso sud dalla città turistica di Malindi e 94 km a nord-est dal capoluogo provinciale Mombasa lungo la strada costiera che le collega.

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Nella cittadina medievale di Gede è stato scoperto un complesso di costruzioni in pietra calcarea corallina per lo più del ‘400-‘500: la zona signorile con il Palazzo del Sultano (o del governatore) affiancato da 14 abitazioni residenziali protette da una seconda cinta muraria cinquecentesca, sette moschee, pozzi per il rifornimento idrico della comunità, molte tombe di autorità con un pilastro monumentale tipico nell’Africa orientale preislamica. Nel settore a sud, le capanne di fango e paglia erano abitate dalla maggior parte del popolo.

Lungo la via per il Palazzo, la Grande Moschea del ‘400 fu ricostruita un secolo dopo. Nel centro città, il Palazzo con un ingresso monumentale ad arcate era la sede del governo. Oltre alla sala per le udienze nel cortile d’ingresso e altre stanze, nell’edificio era situato l’appartamento residenziale del Sultano (o del governatore). La zona residenziale nobile della città comprendeva una serie di abitazioni in pietra a un piano costruite all’avanguardia per l’epoca (grondaie di drenaggio, bagni attrezzati con soluzioni ingegnose, ecc.).

All’ingresso della zona delle rovine di Gede, dal 2000 un museo dedicato alla cultura Swahili espone i reperti scoperti in loco. Monete, gioielli, frammenti di manufatti preziosi (porcellana cinese Ming, vetro smaltato persiano e veneziano) e oggetti (forbici spagnole, lampade di ferro indiane, ecc.) ritrovati attestano il fiorente commercio con paesi lontani che arricchì i mercanti di Gede.

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