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Inpawkhone (Myanmar): villaggio del Lago Inle con laboratori di preziosa seta di loto

Inpawkhone (Inn Paw Khone), Myanmar - Foto Archivio Press Tours (http://www.presstours.it)

Inpawkhone (Myanmar): villaggio del Lago Inle con laboratori di preziosa seta di loto

Il villaggio di Inpawkhone (Inn Paw Khone) con case costruite su palafitte nel Lago Inle in Myanmar è di richiamo turistico per la lavorazione a mano e per la tessitura artigianale della preziosa seta di loto. Dagli steli di fiore rosa sfumato di bianco di loto (Nelumbo nucifera) appena raccolto si estae a mano la finissima fibra naturale di qualità superiore. L’accurato processo di preparazione per ottenere la fibra da filare è un’antica tradizione locale che richiede un’abilità speciale trasmessa dalle donne di generazione in generazione. In costoso tessuto di seta di loto vengono realizzati diversi manufatti raffinati e morbidi per perfetti drappeggi: sciarpe, scialli, tonache di autorevoli monaci buddisti, teli dorati da avvolgere attorno alle statue di Buddha come decorazione in occasioni particolari. In Myanmar, è opinione diffusa che indossare un lussuoso manufatto in filo di seta di loto induca uno stato di tranquillità e agevoli la meditazione spirituale.

Nei mesi tra maggio e dicembre, vengono raccolti i fiori di loto, pianta acquatica spontanea diffusa nelle acque nei laghi in Myanmar, in particolare nel Lago Inle, e coltivata da alcune delle famiglie del villaggio per soddisfare la domanda crescente di tessuti naturali artigianali. Appena raccolti, i fiori di loto sono subito trasportati sulle barche di legno tradizionali del lago fino ai laboratori di tessitura del villaggio. Per evitare inesorabili deterioramenti, entro 24 ore dalla raccolta mani abilissime devono operare in modo lento e preciso per ottenere la fibra grezza. Al massimo un centinaio di operai tessitori addetti al lavoro a telaio, per lo più donne e giovani, lavorano nei laboratori in edifici di legno a più piani con tetti di lamiera color ruggine.

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Per estrarre i finissimi filamenti di fibra, le donne raggruppano 4-5 steli di fiore di loto per volta, li recidono e li torcono con estrema delicatezza. Su una tavolo inumidito, manipolano le fibre per tre o quattro volte, aggiungendone altre per inspessire il filo con un altro gruppo per volta. Arrotolando le fibre, ottengono un filato progressivamente sempre più lungo e consostente da avvolgere su bobine posate a terra. Lavato in acqua bollente e tinteggiato in un altro laboratorio, il processo di preparazione della filatura è concluso e si procede alla tessitura.

Di solito, in un’altra sezione del laboratorio alcune donne anziane filano matasse di seta per confezionare sciarpe, scialli e tradizionali tagli di tessuti per longyi da indossare intorno alla vita fino alle caviglie. Le bobine di seta sono importate dalla Cina e dalla Thailandia perché, per credo religioso non cruento, i buddisti non mettono a bollire i bozzoli di larve di baco da seta per estrarne il filato. Altre tessitrici utilizzano filo di seta di loto insieme a quello di lepidottero oppure di cotone.

In origine, la tessitura della seta di loto era un lavoro a domicilio per famiglie abbienti che investivano nell’acquisto di telai e assumevano compaesani come dipendenti. Questa lavorazione artigianale a Inpawkhone era gestita dalla cooperativa del villaggio ed i manufatti finiti erano immagazzinati in locali comuni in attesa dello smercio.

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