HOKKAIDO E I VENTI DEL NORD Giappone

Alessia Giappone Press Tours

HOKKAIDO E I VENTI DEL NORD Giappone

Pubblichiamo il racconto dei Alessia D’agostini collega dell’ufficio oriente Press Tours che ha partecipato ad un viaggio in Giappone inviata da JTB corrispondente del Giappone in collaborazione con il Ministero del turismo dell’isola di Hokkaido.

Oceani di ghiaccio e foreste colme di neve. Questo è il paesaggio invernale dell’isola di Hokkaido, in Giappone.
Seconda isola più grande del Giappone, Hokkaido possiede per 5 mesi all’anno questo aspro ma incantevole paesaggio.
L’isola è servita da diversi aeroporti tra cui i maggiori sono quelli di Chitose vicino a Sapporo, Memanbetsu a est, Khushiro e Hakodate al sud di Hokkaido.

Dall’aeroporto del New chitose in circa un ora e mezza si arriva nel capoluogo di Hokkaido, Sapporo.
Sapporo è una città relativamente nuova, con poca storia alle spalle, ottima però per uno stop di pochi giorni per recuperare le forze e immergersi così nella civiltà di Hokkaido; ovviamente senza dimenticare di degustare la famosa birra Sapporo.
Hokkaido è il luogo perfetto per chi sogna attività quali lo sci, camminate, kayak e canoa. Dopo Sapporo un’altra meta importante è la piccola cittadina di Otaru, sul mar del Nord, patria dell’antica banca del Giappone e luogo del famoso canale che divide la città dagli antichi magazzini. Qui degustate assolutamente il granchio rosso e l’arringa.

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Per una sciata sulle montagne giapponesi recatevi sicuramente nei dintorni di Niseko, patria dello sci invernale, ricca di piste e resort per sciatori.
Per assaporare il cuore della selvaggia Hokkaido, prendete un volo interno per l’aeroporto di Memambetsu, un velivolo ad eliche della compagnia ANA, in soli 40 minuti di volo vi porterà all’estremità Est dell’isola.
Fate una tappa sulla penisola di Shiretoko, dove, se sarà pieno inverno, godrete di alcune tra le viste panoramiche più suggestive, l’oceano ricoperto di ghiaccio, per le poche correnti e onde che da quella parte si infrangono. Diverse attività tra le quali l’Ice walking e le ciaspolate nel bosco vi regaleranno le giuste sensazioni per cogliere il vero spirito selvaggio della zona. Non dovrete essere fortunati per avvistare dei cervi, in questa zona vivono liberi e tranquilli, quasi per farsi immortalare da chi vuole fotografarli.

Guidare a Hokkaido permette di fermarsi in zone davvero remote, in piccoli villaggi o fattorie, dove potrete assaggiare i tipici prodotti della zona, e avere spiegazioni ( a volte anche in inglese) dai proprietari delle Farm.
Kushiro è il posto dove potrete dilettarvi nel birdwatching e nella pesca, ci sono diverse compagnie di pescatori che effettuano escursioni in barche da pesca per portarvi al largo e permettervi così l’avvistamento di diverse specie di uccelli, tra cui l’aquila di mare; delfini, foche, e perché no, se si è fortunati anche delle balene.

Vicino a Kushiro si trova il lago Akan, sede dell’omonimo Parco nazionale di Akan. E’ uno dei laghi più famosi della parte est di Hokkaido. Fermatevi in uno degli hotel in riva al lago, tipici giapponesi, per poter dormire in un vero letto futon e in una tipica camera con tatami. Potrete qui provar l ’emozione di fare un Onsen all’aria aperta a meno 14 gradi fuori, ma con l’acqua a 50 gradi, e con una vista sul vulcano del lago di Akan.
In questa zona sono ancora molto sentite le usanze dell’antica etnia degli Ainu, per tanto oltre ai classici negozi di souvenir, potrete assistere a degli spettacoli tradizionali, con balli e danze dell’etnia.
Non andate via da queste zone senza aver visito almeno una delle aree protette per le gru dalla testa rossa. Animale simbolo di tutto il Giappone, raffigurato sull’immagine di bandiera della compagnia Japan air, sinonimo di longevità e buona salute.

La gru è un animale che rimane fedele al proprio compagno per tutta la vita, a essa si attribuisce il potere di vivere mille anni, per tanto è convinzione comune in Giappone che chi realizza un consistente numero di origami a forma di gru, avrà buona salute, per se stesso e per la persona a cui darà in dono i propri origami. La leggenda narra che chiunque pieghi mille gru avrà i desideri del proprio cuore esauditi.
Una bambina giapponese Sadako Sasaki, esposta alle radiazioni della bomba atomica di Hiroshima, piegò mille gru di carta per combattere contro la morte. I giapponesi costruirono a Hiroshima una stata in sua memoria. La statua della piccola bambina che vola in cielo sopra una gru è diventata simbolo di pace…e davvero grazie a questo animale protettore, la bambina magicamente ‘vive’ per sempre.

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