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Nativi americani del Nord Ovest

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Nativi americani del Nord Ovest

La storia del West è costituita dalle vicende di più di un popolo e nessun viaggio nella Real America sarebbe completo senza aver approfondito la conoscenza del patrimonio culturale delle tribù native.

Quando si pensa alle grandi tribù delle montagne e delle pianure si pensa ai Sioux, ai Corvi, ai Piedi Neri, agli Shoshone, agli Arapaho, ai Lakota. Oggi le riserve degli Indiani sono ricche di storia: sono posti dove la cultura nativa può essere ammirata nei paesaggi sacri, nei raduni annuali, nei vestiti e nei rituali così come nelle arti e mestieri che si tramandano da migliaia di anni.

Il Montana è il luogo ove in America, attraverso l’Alaska, giunsero lungo il Great North Trail e le Rocky Mountains le prime tribù indiane che vissero tra il 6000 e l’8000 a.C. Nel XVI secolo arrivarono i Flathead, l’unica tribù del Montana a vivere ad ovest del Continental Divide, lo spartiacque continentale, poi arrivarono gli Shoshoni nel ‘600, quindi i Crow che si stabilirono lungo le sponde dello Yellowstone River. Nel ‘700 fu la volta dei Black Feet. Oggi il Montana conta ben 7 Riserve Indiane, dislocate a sud, ovest, centro ed est dello Stato.

Per scoprire al meglio le antiche tradizioni tribali programmate un viaggio durante il Crow Fair and Rodeo — che si tiene ogni anno in estate nella riserva dei Crow ed è considerato uno dei più grandi accampamenti indiani dell’era moderna — oppure durante i North American Indian Days a Browning.

Attualmente in North Dakota troviamo 5 riserve indiane per le Tribù di riferimento:Turtle Mountain Band of Chippewa, Three Affiliated Tribes – Mandan, Hidatsa, & Arikara Nation, Spirit Lake Nation, Standing Rock Sioux Tribe, Sisseton-Wahpeton Oyate. I Nativi Indiani del North Dakota sono Mandan, Hidatsa, Arikara, Yanktonai, Sisseton, Wahpeton ed altre tribù Dakota/Lakota (comunemente definite Sioux), unitamente a Pembina Chippewa, Cree e Metis. Benché le tribù individualmente abbiamo origini distinte e differenti, così come storia e linguaggi, gli Indiani delle Praterie (Plains Indians) sono unite da un unico credo e da comuni valori per il rispetto della terra e da una comprensione del rapporto tra natura e genere umano. Lasciatevi stupire dalle danze, dalle musiche dei tamburi e dalle esibizioni delle antiche tradizioni tribali nello United Tribes powwow che si tiene ogni anno a setembre nella capitale Bismarck.

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Il South Dakota conta almeno 71,000 Indiani Nativi, per lo più Dakota, Lakota e Nakota – che tradotto vuol dire “friends”, amici. Molti valorosi Capi Oglala hanno lasciato il segno nella storia della Grande Nazione Sioux: Red Cloud, Nuvola Rossa è seppellito proprio a Pine Ridge, presso la Red Cloud Indian School. Nelle Black Hills il grande monumento granitico dedicato al Capo guerriero Crazy Horse, Cavallo Pazzo è il tributo al grande leader Lakota, e a tutta la cultura dei Nativi Nord Americani.

Le Riserve dislocate in ogni parte dello Stato sono in tutto 9: Cheyenne River Indian Reservation, Crow Creek Indian Reservation, Lower Brule Indian Reservation, Pine Ridge Indian Reservation, Rosebud Indian Reservation e Standing Rock Indian Reservation. Speciale ed unica: la Native American Scenic Byway, la strada scenografica di circa 600 km che scorre lungo il Missouri River da Chamberlain a Fort Thompson, attraverso la Lower Brule Reservation, Ft. Pierre e la Cheyenne River Sioux Tribe Reservation per terminare a Standing Rock Sioux Tribe Reservation e continuare nella sezione della riserva sita in North Dakota.

Benché il Wyoming presenti un’unica riserva indiana – Wind River Indian Reservation – la sua entità è importante anche per essere la settima Riserva degli USA per estensione territoriale. Il Forte Washakie – all’origine chiamato Camp Augur avamposto militare nel 1869 poi Camp Brown nel 1870 – richiama alla memoria il Capo Indiano della tribù Shoshone, Washakie. Il nome fu dato nel 1878 ed il forte operò fino al 1903. E’ l’unico ex avamposto militare statunitense che porta il nome di un Capo Indiano. Le sue prodezze in battaglia, i suoi contributi alla pace ed il suo impegno per il benessere del suo popolo lo resero tra I più rispettati leader della storia dei Nativi d’America. Alla sua morte nel 1900 divenne l’unico Nativi Americano al quale si riservò l’onore di un funerale militare.

La riserva è l’unico sistema che permette di preservare la loro cultura, poiché sono l’ultimo rifugio che li lega spiritualmente alla terra.

Ogni riserva ha speciali eventi ed attività sociali e culturali. Il Powwow delle tribù, ossia la tradizionale celebrazione nativa, è un evento sociale molto importate e che può durare uno o molteplici giorni. E’ il momento durante il quale i membri delle tribù eseguono le onorificenze, consegnano i doni, si riuniscono nelle famiglie, ritrovano gli amici, si accampano e le tribù si ricongiungono. La celebrazione è normalmente svolta all’aperto con alcuni ripari o con un’area al coperto, dove si siede l’audience ed i danzatori, mentre al centro lo spazio è riservato per le danze.

Molti indiani oggi seguono il circuito dei powwow, esibendosi in danze per il denaro dei premi messi in palio, che ripaga il costo dei costumi preziosi, del viaggio e del cibo. L’accompagnamento musicale dei tamburi e dei canti è fondamentale. Il suono del tamburo è sacro e rappresenta il battito del cuore della gente Indiana. Ogni nota porta i canti al Grande Spirito, consentendo così che siano ascoltate le preghiere della gente. Poiché i tamburi hanno significato religioso, non sono mai abbandonati.

Sono eventi tradizionalmente aperti al pubblico ma occorre rispettare delle regole: bisogna munirsi di permessi speciali per poter partecipare alla maggior parte delle cerimonie religiose.

Ogni tribù preserva la propria religione e tradizione con estremo orgoglio.

I powwow si svolgono abitualmente in estate, durante i fine settimana. La maggior parte inizia di venerdì sera e dura fino a domenica.

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