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I mille volti della Cultura Andina Peruviana

I mille volti della Cultura Andina Peruviana

La definizione del nome “Ande” è per molti versi ancora complicata. Secondo l’antico testo dello scrittore peruviano Garcilaso de la Vega, Comentarios Reales de los Incas, pubblicato per la prima volta nel 1609, si parla di Antisuyu come una delle quattro regioni dell’Impero Inca e ci si riferiva con il termine “Anti” a tutta quella grande catena montuosa della sierra innevata che si trova ad est del Perù, per indicare che si trova a Oriente. Questa è, in parte, la sua spiegazione all’origine del nome “Andes”, la grande catena montuosa del Sud America.
Si tratta della catena montuosa più lunga al mondo, alta mediamente 4.000 metri ma che può superare i 6.000 in alcuni punti.
La catena collega varie regioni peruviane ma anche altri Paesi del continente, rendendo l’identità andina molto forte.

Proprio qui si assistette alla nascita e allo sviluppo di civiltà mitiche e spirituali, la cui eredità mistica è viva ancora oggi grazie ai villaggi e alle popolazioni che li abitano.
Tra le cime andine sono emerse le prime sorprendi forme di ordinamento sociale e statale del Sudamerica, in grado di comprendere anche vasti territori. La cultura andina nacque sulle sponde del lago Titicaca (il lago navigabile più alto al mondo, 4000 m. s.l.m.) e si espanse poi in una vasta area del Sud America, raggiungendo il suo massimo splendore nel periodo del Tawantinsuyo.

Lago Aticaca. Foto: Promperu

Questa cultura trovava la sua espressione in numerose aeree, prima fra tutte fu l’architettura.
Al loro arrivo gli spagnoli trovarono un’architettura molto avanzata: costruzioni imponenti di pietre attentamente lavorate, di varie forme e dimensioni. Il territorio era percorso da un’ampia rete stradale e un efficiente sistema per la fornitura dell’acqua in tutte le città.
Machu Picchu ne è un esempio, un’opera non solo di ingegneria ma anche di urbanistica, costruita secondo criteri ecologici in modo da integrarsi perfettamente con l’ambiente circostante.

La cultura andina promuoveva anche arti come la pittura, la ceramica e la scultura monumentale. La bellezza dei tessuti peruviani, poi, testimonia non solo una conoscenza dell’arte tessile molto avanzata ma anche una grande conoscenza della materie prime e dei minerali da cui venivano estratti i coloranti. Ancora oggi in molte zone si conservano le tradizioni tessili più antiche, come accade nei dintorni di c o sull’isola di Taquile, i cui abitanti sono adornati di abiti intensamente colorati prodotti con tessuti squisitamente fatti a mano. L’isola e la sua arte tessile sono stati proclamati “Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità” dall’UNESCO.

L’agricoltura praticata in queste zone poteva, inoltre, già essere definita biologica. Ampi terrazzamenti garantivano la corretta ossigenazione delle piante e l’ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua, come dimostrato dai paesaggi della Valle del Colca o dalle saline di Maras. Gli andini furono in grado di addomesticare animali e si assicuravano il rifornimento di carne, cuoio e tessuti secondo criteri ecologici.

In epoca Inca la raccolta della fibra di vigogna avveniva ogni quattro anni a fine estate attraverso la cerimonia del Chaccu, durante la quale le vigogne venivano spinte in recinti nei quali avveniva la tosatura, per poi essere liberate sotto la supervisione del re Inca.
Le cerimonie, accompagnavano e ancora oggi accompagnano molti aspetti della vita di queste comunità. Basta pensare alla rinomata rappresentazione della festa del Dio Sole, massima divinità inca, con gran dispiego folkloristico, l’Inti Raymi a Cusco. Le celebrazioni andine sono legate alla grande spiritualità del suo popolo e anche le festività cristiane introdotte successivamente alla colonizzazione sono vissute con grande trasporto, ne è un meraviglioso esempio la Festa della Vergine della Candelaria, a Puno, che tra danze e folklore si protrae per una settimana, oppure i numerosi carnevali celebrati sia alle altitudini più elevate sia nella foresta peruviana.

 Saline di Maras Perù foto Promoperù

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