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Plaza de la Constitucion (Zócalo), Città del Messico, Messico

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Plaza de la Constitucion (Zócalo), Città del Messico, Messico

Plaza de la Constitución (Zócalo) di circa 46.800 m² di superficie in cemento nella capitale del Messico, Città del Messico, è la piazza pubblica più maestosa in America Latina e tra le prime al mondo per dimensione. A pianta rettangolare (240 metri di lunghezza e 195 metri di larghezza), Plaza de la Constitución è situata nella delegazione di Cuauhtémoc nel centro storico di Città del Messico designato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1987. La piazza fu costruita nel 1521 e completata nel 1524 sulle rovine del centro cerimoniale della città-stato precolombiana Tenochtitlán (México-Tenochtitlán), capitale dell’impero azteco nel ‘400 fino alla conquista e distruzione da parte degli spagnoli comandati da Hernán Cortés nel 1521. Nel corso del tempo, più volte alla piazza fu cambiata ufficialmente la denominazione: Plaza de Armas, Plaza Principal, Plaza Mayor, Plaza del Palacio, Plaza de la Constitución. L’ultima denominazione ufficiale risale al 1813 per celebrare l’applicazione della Costituzione spagnola promulgata a Cadice (Spagna) nel 1812. L’appellativo popolare di Zócalo fu coniato per la piazza nel 1843. In quell’anno, l’architetto Lorenzo de la Hidalga vinse il concorso indetto dal Presidente in carica all’epoca, Antonio López de Santa Anna, per scolpire un memoriale per l’indipendenza del Messico. Tuttavia il progetto del monumento a colonna da installare al centro della piazza fu seguito soltanto dalla deposizione del basamento di forma circolare.

Dall’epoca coloniale, Plaza de la Constitución è stata sede di eventi politici significativi per la storia del Messico. Ai giorni nostri, questa piazza nella metropoli è sfruttata per celebrazioni culturali, manifestazioni sportive e di intrattenimento, in particolare concerti. Nella sottostante stazione della metropolitana, plastici e fotografie illustrano lo sviluppo della zona nel corso del tempo. Dopo avere subito diversi cambiamenti in seguito all’installazione e alla rimozione di monumenti, giardini, fontane, alla fine degli anni Sessanta la piazza fu configurata nell’aspetto rimasto definitivo.

Attorno a Plaza de la Constitución si ergono edifici politici, civili e religiosi di pregevole architettura coloniale: la monumentale Cattedrale metropolitana di Città del Messico (a nord); il Museo del Templo Mayor che, dal 1987, espone una collezione di reperti e rovine del tempio e di alcuni edifici circostanti della città atzeca di Tenochtitlán, la Manuel Gamio Plaza pedonale, la stazione Zócalo sulla linea 2 della metropolitana (in posizione angolare a nord-est); il Palazzo Nazionale, sede del potere esecutivo federale, in un complesso architettonico che è il più imponente affacciato sulla piazza e tra quelli di maggiore dimensione in Messico (a est); l’antico Municipio e il Palazzo del Governo, entrambi sede del potere esecutivo locale, costruiti tra il 1522 e il 1532 (a sud); negozi sotto i portici (a ovest).

La Catedral Metropolitana de la Asunción de la Santísima Virgen María a los cielos fu costruita sul sito del Templo Mayor degli Aztechi di Tenochtitlán. Le diverse fasi della costruzione in stile architettonico eclettico (gotico, barocco, neoclassico, ecc.) durarono oltre due secoli (1573-1813). La cattedrale ha quattro facciate con porte abbellite da colonne e statue, cinque navate e due torri campanarie (visitabili).

Aperto al pubblico, il Palacio Nacional in stile architettonico neoclassico, barocco e neocoloniale del ‘700 non è più adibito a residenza ufficiale del Presidente del Messico. Al suo interno si può ammirare il pregevole patrimonio di importanza storica, culturale, artistica come i saloni del consiglio, la dimora presidenziale, il museo dedicato all’eroe nazionale Benito Juárez (1806-1872), Presidente del Messico nei due mandati del 1861-1863 e del 1867-1872, e la serie di murales dipinti da Diego Rivera tra il 1929 e il 1951 per illustrare la storia della nazione. Il Palacio Nacional fu costruito nel 1522 come residenza privata secondaria di Hernán Cortés dopo che gli spagnoli avevano rovesciato il potere dell’impero azteco nel 1521. Il Palacio Nacional fu eretto su parte delle macerie rimaste dalla distruzione provocata dagli spagnoli conquistatori al palazzo di Montezuma II (1466-1520), imperatore azteco del Messico in carica dal 1502 fino alla morte. Acquistato dalla corona spagnola per diventare la sede del Viceré della Nuova Spagna, l’edificio fu parzialmente distrutto da un incendio, demolito nel 1692 e ricostruito.

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