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Mandawa (Rajasthan, India): storica cittadina caratterizzata da haveli affrescate

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Mandawa (Rajasthan, India): storica cittadina caratterizzata da haveli affrescate

Mandawa è una pittoresca cittadina fortificata con monumenti storici nella regione di Shekhawati nel distretto di Jhunjhunu nella divisione di Jaipur nel nord dello Stato federato del Rajasthan dell’India nord-occidentale. Circondata da villaggi a 170 km a nord-ovest da Jaipur, la capitale dello Stato del Rajasthan, la città di Mandawa colonizzata e fortificata nel Settecento è considerata un esempio di architettura e di arte tradizionale tra le migliori nell’intera regione di Shekhawati. Le principali attrazioni turistiche cittadine sono le haveli, grandi dimore storiche residenziali riccamente affrescate all’esterno e all’interno secondo un modello architettonico e artistico caratterizzante la regione di Shekhawati. Influenzate dall’architettura Mughal (che amalgamava l’islamica, la persiana, l’indiana), le haveli furono costruite a schiera tra il Settecento e il Novecento come residenze degli appartenenti alla predominante e opulenta classe dei mercanti regionali diventati ricchi esportando seta, spezie e oppio lungo le antiche rotte carovaniere. Le tipologie residenziali private delle haveli, elevate a due o tre piani e protette da una cancellata per tutto il perimetro, sono una testimonianza storica, culturale e sociale caratteristica del prospero passato della cittadina commerciale di Mandawa. Tutte le haveli sono finemente decorate con stupendi affreschi colorati dipinti all’esterno e all’interno, a parete ed a soffitto, raffiguranti vari soggetti legati alla tradizione, alla vita quotidiana, alla mitologia, alla religione, ai regnanti del gruppo Rajput della casta induista Kshatriya al potere dalla fine del 600 d.C. fino al Mille. Alcune haveli sono aperte al pubblico a pagamento da un guardiano, mentre altre sono state convertite in albergo oppure sono da ammirare soltanto dall’esterno perché i proprietari non vi risiedono.

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Ogni haveli è unica, ma alcune sono sono di particolare interesse a Mandawa. La Mohan Lal Saraf Haveli è caratterizzata dall’affresco raffigurante un Maharaja che si accarezza i baffi. La monumentale Goenka Double Haveli fu così denominata in quanto costruita nel 1910 come doppio haveli con due ali adiacenti per le famiglie di due fratelli. Con balconi e nicchie nei piani superiori sporgenti, la Goenka Double Haveli ha una facciata dipinta con affreschi raffiguranti elefanti e cavalli. Le pareti esterne dei piani superiori sono finemente affrescate con immagini religiose e di donne in abito tradizionale del Rajasthan. All’interno gli affreschi sono dipinti con motivi floreali, pavoni, raffigurazioni religiose e di soldati britannici. Nel sud della città, la Gulab Rai Ladia Haveli è considerata la più stupenda nella regione di Shekhawati per gli affreschi all’esterno e all’interno. Si notano scene erotiche censurate nel Novecento, mentre in precedenza erano state accettate.

Le haveli furono costruite ottemperando a tradizionali criteri di funzionalità e di comfort (es. enormi stanze con soffitti alti per mantenere fresche le stanze durante l’estate), di massiccia durata nel tempo, di rispetto della privacy e della sicurezza, ma anche di magnificenza sontuosa. L’haveli tipica fu edificata attorno a un cortile centrale sfruttato dalle donne di casa, oppure a due cortili con il secondo all’esterno di entrata per gli uomini, fino ad arrivare a un massimo di quattro cortili. La struttura della costruzione originale dell’haveli si ampliava a seconda dell’allargarsi della famiglia. Così veniva edificata una haveli doppia costituita da due haveli identiche anche nelle decorazioni dei dipinti, con un piazzale antistante in comune e cortili interni indipendenti.

L’ingresso principale personalizzato a piacere di ogni proprietario aveva un basamento rialzato con un portale gigantesco con pilastri con due archi. Una zona di servizio all’aperto vicino all’ingresso principale era adibita ad alloggiare i cammelli, il bestiame e per conservare il foraggio. Dall’ingresso si accedeva a una serie di stanze collegate ad un porticato. Attorno vi erano stanze destinate alla cucina, al bagno, ai servitori, alla custodia delle immagini delle divinità che la famiglia venerava ogni giorno. Le scale conducevano ai piani superiori suddivisi in stanze più grandi per i residenti e per gli ospiti.

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