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Casa-Museo e Mausoleo di Bob Marley (St. Ann, Giamaica)

Bob in jamaica e sempre ovunque

Casa-Museo e Mausoleo di Bob Marley (St. Ann, Giamaica)

Logo JamaicaLa Casa-Museo e il Mausoleo di Bob Marley sono nel remoto villaggio rurale natale e di sepoltura di Nine Mile a 900 metri di altitudine tra le verdi colline nella parrocchia di St. Ann sull’isola di Giamaica (Jamaica) nell’arcipelago delle Grandi Antille. La Casa-Museo e il Mausoleo di Bob Marley sono una gestione di proprietà della famiglia del leggendario cantautore e interprete Re della musica Reggae (Patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO dal 2018). Il Museo di Bob Marley ha sede in una piccola casa tinteggiata in giallo ricostruita e arredata come quella in cui Robert Nesta Marley nacque il 6 febbraio 1945, visse da ragazzino dormendo in una cameretta spoglia, ritornò da adulto a trovare la famiglia e per periodi di vacanza. Bob Marley fu seppellito nel Mausoleo nelle vicinanze della casa natale dopo la morte per melanoma avvenuta a Miami (USA) l’11 maggio 1981. I funerali religiosi di stato combinarono riti di Chiesa Ortodossa Etiope con elementi tradizionali del movimento giamaicano Rastafari. Educato da cristiano, da adulto Bob Marley professò la dottrina cristiana monoteista religiosa rastafariana e nel 1980 fu battezzato come Berhane Selassié. In base a questa religione, l’imperatore d’Etiopia Haile Selassie I (1892-1975) era il messia da venerare quale rappresentante in Terra della Chiesa ortodossa etiopica, terra promessa in Africa per tutti gli individui di colore nel mondo.

L’edificio della Casa-Museo di Bob Marley è facilmente riconoscibile per il muro di cinta tinteggiato nei tre colori rasta (rosso, verde, giallo) con ritratti in nero di Marley e di interpreti reggae oltre che per le bandiere tricolori. Nella Casa-Museo di Bob Marley sono esposti cimeli (premi ricevuti, chitarre suonate, ecc.) e una galleria fotografica dedicata, oltre alla collezione di bambole di sua madre. In questa casa Bob Marley visse da solo con la madre per circa tredici anni e poi, alla morte dell’anziano padre, un militare inglese che era sempre vissuto lontano da loro, i due si trasferirono nel povero sobborgo di Trenchtown nella città di Kingston, capitale della Giamaica. Sul terreno del giardino resta la pietra a forma di cuscino (rock pillow) dipinta con i tradizionali colori rasta, quale cimelio (originale o verosimile) sulla quale, da coricato, Bob Marley appoggiava il capo alla ricerca di ispirazioni musicali. Attrazione culturale molto visitato, il museo ha un servizio bar esterno dove i gruppi di turisti posso aspettare il turno per entrare.

Tra le tombe interrate sul monte Zion, dove spesso di recava Bob Marley, si innalza il suo Mausoleo: una cappella costruita come una piccola chiesa in stile architettonico etiope, tinteggiata in bianco con dipinti di figure religiose e vetrate colorate. All’interno, l’urna ricoperta di marmo di Carrara con una striscia di bandiera etiope tricolore sembra in contrasto con le umili origini che contraddistinsero l’esistenza di Bob Marley. L’urna contiene sia la tomba di Bob Marley contenente la sua chitarra preferita, sia quella di uno dei suoi fratellastri, il giovane Anthony Booker. In una cappella simile vicina giace la tomba della loro madre, la cantante e scrittrice giamaicana Cedella Booker (Sidilla Editha “Cedella” Booker) (1926-2008).

Sostenendo in musica il cambiamento sociale a favore degli oppressi, egli fu un attivista che negli anni ’60-’70 del ‘900 si ribellò alla violenza, al razzismo, alla politica, alle guerre diffondendo valori spirituali rasta di uguaglianza, libertà e pace. Questo contributo artistico dal messaggio pacifista valse a Bob Marley, un artista tra i più carismatici del XX secolo, la medaglia della pace consegnatagli a New York dalle Nazioni Unite nel 1978. Scuotendo le lunghe e dure ciocche annodate (dreadlocks) che ancora ai giorni nostri caratterizzano la chioma di molti fedeli rastafariani, egli invitava a divertirsi cantando e ballando a ritmo reggae. Indubbiamente il movimento Rastafari fu portato alla ribalta nel mondo tramite la musica reggae, e in particolare da Bob Marley, all’inizio degli anni Settanta.

A Nine Mile si arriva percorrendo una serie di panoramiche strade rurali tortuose che attraversano la tranquilla campagna dell’entroterra con centinaia di specie botaniche autoctone della Giamaica. Il villaggio di Nine Mile con casette modeste è situato a 19 km a sud-ovest della cittadina di Claremont ed a 11 km a sud-est da quella di Alexandria. L’escursione in giornata è interessante per scoprire e approfondire la conoscenza della vita e delle opere di Bob Marley grazie ai tantissimi aneddoti riguardo alla sua infanzia e alla carriera musicale raccontati dalle guide turistiche di religione rastafariana. La casa natale e la comunità di Nine Mile furono fonte di ispirazione per scrivere molti testi delle canzoni che Bob Marley interpretò diventando un’icona culturale non soltanto rasta.

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