fbpx

Prison Island (Zanzibar): ecoturismo, tartarughe giganti di Aldabra e barriera corallina

zanzibar tramonto sul mare con barca nello sfondo

Prison Island (Zanzibar): ecoturismo, tartarughe giganti di Aldabra e barriera corallina

Prison Island (Isola della prigione), in passato Quarantine Island (Isola della quarantena), Changuu Island, Kibandiko Island, è un’isoletta privata aperta al pubblico nell’arcipelago di Zanzibar nell’Oceano Indiano in Tanzania. Lunga 800 metri e larga 230 metri, coperta di vegetazione lussureggiante, Prison Island è accessibile a ingresso libero per nuotare, praticare snorkeling e passeggiare sull’isola, Palumbo Kendwa Tanzania Zanzibar Spiaggiamentre è a pagamento la visita alle antiche rovine dell’ex-prigione e al santuario delle tartarughe giganti di Aldabra (Aldabrachelys gigantea). Circondata da isolotti per lo più disabitati nel canale di Zanzibar, Prison Island è un’attrazione naturale per ecoturismo in posizione panoramica verso l’isola principale di Unguja (Isola di Zanzibar). L’isoletta offre spiagge di sabbia bianca, limpide acque marine azzurre con una barriera corallina per snorkeling, una notevole varietà di uccelli selvatici (compresi pavoni) interessanti per birdwatching e, in particolare, una colonia residente di tartarughe giganti di Aldabra che possono essere osservate, accarezzate e nutrite dai visitatori.
Prison Island è distante circa 6 km verso nord-ovest da Stone Town, centro storico (dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2000) nella città di Zanzibar, capitale di Zanzibar, situata sull’isola di Unguja. Prison Island è raggiungibile in circa 20-30 di minuti di navigazione a seconda dell’imbarcazione (yacht, ma anche tradizionali barche a vela da carico denominate dhow) salpando dal porto della città di Zanzibar.

Un parco su Prison Island è l’habitat della popolazione residente di tartarughe giganti di Aldabra (Aldabrachelys gigantea), specie vulnerabile nella lista rossa IUCN, con rettili pesanti fino a 250 kg e di quasi duecento anni di età. Alcuni degli esemplari presenti potrebbero essere ancora appartenenti alla prima generazione di tartarughe introdotte qui dall’isola corallina di Aldabra nelle Seychelles almeno due secoli fa.
Tuttavia, la loro esatta origine rimane ancora ignota. Censite a partire dal 1990 circa, nonostante l’aggiunta di giovani membri il numero delle tartarughe viventi sull’isola continuò a risultare in calo in quanto preda di bracconaggio per essere vendute all’estero oppure mangiate. La popolazione della colonia si è stabilizzata dal 2000 grazie alla protezione messa in atto dalla gestione del governo di Zanzibar insieme alla World Animal Protection (WSPA).

L’isoletta di Changuu rimase disabitata fino a circa il 1860, quando il primo sultano di Zanzibar, Majid bin Said (1834-1870) della dinastia omanita degli Āl bū Saʿīd, in carica dal 1856 al 1870, ne concesse l’utilizzo come prigione per la detenzione di schiavi ribelli. L’arcipelago di Zanzibar diventò un protettorato britannico in seguito al trattato di Heligoland-Zanzibar firmato a Berlino dalle due potenze del Regno Unito e dell’Impero tedesco nel 1890 per accordarsi riguardo agli interessi economici e territoriali nei possedimenti coloniali in Africa.
Nel 1893, il Primo Ministro britannico di Zanzibar Lloyd Mathews acquistò l’isola di Changuu per conto del governo di Zanzibar per costruirvi una prigione e l’isola fu ridenominata Prison Island.
La struttura carceraria non fu mai utilizzata a scopi detentivi ma, all’inizio del Novecento, fu adibita ad ospedale per la quarantena da febbre gialla che stava dilagando nelle colonie britanniche in Africa Orientale.
Così nel 1923 l’isola fu ridenominata Quarantine Island.

Scopri le offerte vacanza di Presstour

  • Seguici su :

No Comments

Post A Comment