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Isola della Luna (Lago Titicaca, La Paz, Bolivia)

Lago Titicaca, la Paz, Bolivia

Isola della Luna (Lago Titicaca, La Paz, Bolivia)

L’Isola della Luna (Isla de la Luna o Isla Koati) è situata a est dell’Isola del Sole nel Lago Titicaca nel comune di Copacabana nella provincia di Manco Kapac nel dipartimento di La Paz in Bolivia. L’Isola della Luna è diventata una meta di ecoturismo per la bellezza selvaggia e di turismo culturale per il sito archeologico Inca. L’entrata nel villaggio e la visita alle rovine archeologiche sono a pagamento, mentre la spiaggia è ad ingresso pubblico gratuito.

Questa isoletta rocciosa di 1,051 km² di superficie è visitabile tutto l’anno soltanto a piedi, praticando attività di trekking e via mare navigando dalla vicina Isola del Sole, dalla località di Sampaya o dalla baia di Copacabana. Sull’isola risiedono soltanto alcune famiglie di origine indigena Quechua e Aymara. Sul versante orientale dell’isola attraccano le imbarcazioni dei tour giornalieri salpati da Copacabana e quelle noleggiate presso il porticciolo di Yumani all’estremità meridionale della vicina Isola del Sole. L’Isola della Luna ha un’economia basata sul turismo, sul commercio di prodotti di artigianato, sull’agricoltura e sull’allevamento del bestiame. Nel corso del ‘900, a lungo l’isola fu adibita a prigione politica.

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Per i gruppi locali della civiltà precolombiana Inca, l’Isola della Luna era sacra. Secondo gli Incas, la divinità Viracocha, una delle principali da loro venerate, aveva creato il sole e la luna sul Lago Titicaca. Dall’Isola della Luna, al tramonto del Sole Viracocha avrebbe comandato il sorgere dell’unico satellite naturale della Terra.

Sulla costa orientale sono state scoperte le rovine ad anfiteatro di un ben conservato complesso archeologico Inca. Su una terrazza a metà di un pendio si trova il Tempio alla Luna, uno dei principali dedicati alla potente ‘Madre Luna’ (Mama Quilla o Mamaquilla), dea del matrimonio, della fertilità femminile e dei terreni coltivati. Accanto al tempio fu eretto il Palazzo delle Vergini del Sole o ‘Casa delle giovani donne scelte’ (Iñakuyu, Iñak Uyu o Iñac Uyo) in pietra grezza. Di questa struttura cerimoniale sviluppata in origine su due piani, è rimasta la facciata con 35 stanze decorate con nicchie trapezoidali in pietra e fango oltre che con porte scolpite. In epoca Inca, questo insediamento fu costruito a scopo residenziale di ‘donne elette’ (acllahuasi), selezionate per imparare diversi mestieri, in particolare la tessitura a mano, in modo tale da riuscire a distinguersi ed essere scelte per diventare concubine di influenti uomini Inca. Forse potevano anche essere selezionate come vittime per sacrifici religiosi agli dei. L’isola era accessibile soltanto a Qhapaq Inca, il sovrano dell’impero Inca. Probabilmente il cimitero fu riservato a luogo di sepoltura di donne aristocratiche Inca.

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